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Siti web / Nota di lavoro

Rifare il sito senza perdere posizionamento: cosa controllare prima di pubblicare

Prima di rifare un sito, prepara gli indirizzi da mantenere e i redirect. Ecco cosa controllare prima e dopo la pubblicazione per non perdere visite.

4 min di letturaAggiornato il 29 ottobre 2026

Quando rifai un sito, un calo di visibilità non sempre si vede il giorno del lancio. Le pagine si aprono, niente errori, sembra tutto a posto, e intanto Google deve ancora rileggere gli indirizzi e i contenuti che hai cambiato.

Per ridurre il rischio, prima di pubblicare devi sapere quali pagine esistono oggi e dove porterà ogni vecchio indirizzo. Con la mappa pronta, dopo il lancio capisci anche più facilmente se qualcosa non funziona.

Fai l'inventario di quello che hai adesso

In un sito online da qualche anno possono esserci pagine che nessuno ricorda più. Prima di eliminarle, controlla se ricevono visite, compaiono nelle ricerche o hanno link da altri siti.

Prima di toccare il sito attuale, fai l'elenco degli indirizzi esistenti. Google suggerisce di partire dagli URL che trovi nella sitemap, nei log del server e negli strumenti di analisi, e poi di decidere una destinazione per ciascuno. I passaggi completi sono nella guida ufficiale per spostare un sito.

Accanto a ogni pagina segna visite e ricerche da cui arrivano: così riconosci quelle importanti e decidi con più attenzione cosa recuperare, unire o eliminare.

Guarda anche i link che arrivano da altri siti. Un articolo che non aggiorni da tempo potrebbe essere ancora citato altrove, e se cambi il suo indirizzo senza un redirect, quei link finiscono su una pagina di errore.

Decidi dove deve portare ogni vecchio indirizzo

La mappa dei redirect è un elenco: il vecchio indirizzo da una parte, quello nuovo dall'altra.

Ogni pagina vecchia dovrebbe portare alla pagina nuova che parla della stessa cosa. Se «Assistenza caldaie» diventa una sezione di una pagina più ampia, il redirect può portare lì. Se elimini un contenuto e non c'è un sostituto, è corretto restituire un errore 404 o 410. Quello che Google sconsiglia è mandare tanti vecchi indirizzi verso una homepage che non c'entra, perché potrebbe considerarli errori mascherati.

Per uno spostamento definitivo servono redirect permanenti lato server, cioè 301 o 308, che Google usa come segnale per mostrare il nuovo indirizzo nei risultati. I 302, 303 e 307 indicano invece uno spostamento temporaneo. La documentazione di Google sui redirect spiega anche perché quelli lato server sono la scelta preferita.

Sul PageRank puoi stare tranquillo: Google specifica che i redirect 301 e gli altri redirect permanenti non ne causano una perdita. I problemi arrivano più facilmente quando un redirect manca, porta a una pagina che non c'entra o crea una lunga catena di passaggi.

Prima di pubblicare, controlla queste cose

Mentre il nuovo sito è ancora in anteprima, controlla:

  • che non sia rimasto un noindex usato per nascondere l'ambiente di prova;
  • che un campione dei vecchi indirizzi arrivi davvero alle destinazioni previste;
  • che titoli e descrizioni delle pagine importanti non siano stati cancellati per errore;
  • che i moduli di contatto funzionino con un invio reale;
  • che Analytics e Search Console raccolgano i dati;
  • che la sitemap contenga gli indirizzi nuovi;
  • che i link interni e l'indicazione dell'indirizzo canonico usino i nuovi URL.

Se cambia anche il dominio, usa lo strumento Cambio di indirizzo di Search Console. Per il solo passaggio da HTTP a HTTPS, specifica Google, non serve.

Cosa aspettarsi dopo il lancio

Durante una migrazione la visibilità può oscillare mentre Google visita e indicizza i nuovi indirizzi. Per un sito piccolo o medio possono servire alcune settimane, per quelli più grandi anche di più.

Nei primi giorni controlla gli errori di scansione, l'indicizzazione delle pagine importanti e i redirect dei vecchi indirizzi, e confronta visite e ricerche tra vecchio e nuovo sito. Se una sezione perde visibilità, parti dagli URL di quella sezione e controlla che non manchi qualche redirect o che non sia rimasto un blocco all'indicizzazione.

E i redirect non si tolgono dopo il lancio: Google consiglia di tenerli il più a lungo possibile e, in genere, almeno per un anno.

Chiedi se questi lavori sono compresi nel preventivo

Prima di firmare, chiedi se l'inventario degli URL, la mappa dei redirect e i controlli prima del lancio sono compresi nell'offerta. Prendono tempo e possono spiegare perché due preventivi per lo stesso sito sono diversi. Nei rifacimenti che faccio io è il lavoro che non si vede: fare in modo che le pagine che Google conosce non spariscano.

Controlla anche a chi sono intestati dominio, hosting, Analytics e Search Console: servono tutti durante la pubblicazione e dovrebbero restare in mano all'azienda.

Se il sito riceve visite soprattutto da ricerche locali, ricontrolla anche la scheda dell'attività, le informazioni e le pagine dei servizi. Nella pagina sui siti web trovi invece come affronto struttura, contenuti e pubblicazione di un rifacimento.